sabato 19 maggio 2007

comunicazione seduttiva



La seduzione ha come scopo la diminuzione della distanza psicologica tra i soggetti: una sequenza strategica e intenzionale di mosse il cui scopo è quello di attrarre un'altra persona. Durante il corteggiamento vengono esibiti i propri fattori estetici a danno di queli referenziale. Tendiamo a modificare in meglio la nostra immaggine. Tale esibizione è esplicita, ma non dichiarata (questa è al paradossalità della comunicazione seduttiva), perchè non possiamo correre il rischio di fallire andando e ledere l'immagione di noi stessi e la nostra autostima. Il dialogo seduttivo si presenta come una comunicazione obliqua e indiretta: dire abbastanza, ma non troppo, per lasciare al partner la libertà di continuare oppure poter fare modifiche in base alle reazioni dell'altro. Nella seduzione è basilare la capacità di cogliere e valutare i feedback dell'altro in modo da poter adeguare il messaggio successivo.
Per approfondimenti: "Fondamenti di psicologia della comunicazione", L. Anolli

lunedì 14 maggio 2007

devo deflazionare


Il modello deflazionistico si basa sulla reinterpretazione dell’informazione ritenuta minacciosa.
Per il superamento del paradosso statico e spinto dal desiderio di p, credo effettivamente p,ma non necessariamente credo non-p; questo si verifica grazie a distorsioni cognitive.
Per superare il paradosso dinamico rielaboro le informazioni in modo distorto influenzato dagli aspetti motivazionali.
Esiste una soglia di confidenza per l’accettazione o il rifiuto delle ipotesi ed il suo valore è definito da:

1. accettazione della soglia (valore minimo di confidenza nel vero per poterlo accettare). Il valore di soglia dell’accettazione dipende dal rapporto tra i costi dell’informazione e i costi dell’accettazione dell’ipotesi falsa.
2. rifiuto della soglia (valore minimo di fiducia nel falso per poterlo rifiutare). Il valore di soglia del rifiuto dipende dal rapporto tra i costi del rifiuto del vero ed i costi dell’informazione.

I nostri desideri influenzano la falsificazione o la verifica di una ipotesi in due fasi:
1. guidando la scelta dell’ipotesi da portare a verifica
2. valutando l’ipotesi in base alle soglie di confidenza per evitare i costi dell’informazione falsa.

Ovviamente, nessuno vuole autoingannarsi e nell’autoinganno il soggetto cambia le sue opinioni.
L’autoinganno non è un fallimento, ma una strategia per difendere se stessi da un’informazione ritenuta minacciosa e per mantenere una buona immagine di sé.

le due vie della mia mente


Il modello della divisione mentale distingue tra:

- Coscienza primaria (conoscenza automatica e immediata)
- Coscienza secondaria (metacognizione, conosco la mia conoscenza)

L’autoinganno è causato da un processo inconscio automatico, la credenza vera e quella falsa sono tenute divise secondo la teoria modularista.

scelgo il mio ottimo locale


La teoria della scelta razionale si basa sulla razionalità limitata che porta all’ottimo locale, si sceglie ciò che porta la maggiore utilità che ci aspettiamo (ottimo locale). Questo comporta un debole controllo cognitivo, 'preferisco la menzogna invece di accettare una informazione corretta e per farlo devo focalizzarmi sulle ipotesi che sostengono la menzogna e trasformo le mie opinioni. In questa operazione sono influenzato dai fattori motivazionali'.

autoingannarsi


Riguardo la competenza della comunicazione menzognera sono state proposte due ipotesi, la seconda delle quali si riferisce all'AUTOINGANNO.
L’autoinganno è mentire in modo credibile, sebbene incontri due paradossi:

a. paradosso statico: inganno me stesso solo se credo e accetto p come falso e non-p come vero
b. paradosso dinamico:ho intenzione di costruire una falsità sapendo cosa sia vero.

Le spiegazioni sui paradossi sono:

-> TEORIA DELLA SCELTA RAZIONALE
-> MODELLO DELLA DIVISIONE MENTALE
-> MODELLO DEFLAZIONISTICO

personalità machiavellica


Riguardo la competenza della comunicazione menzognera sono state proposte due ipotesi, la prima delle quale prende il nome di PERSONALITA' MACHIAVELLICA.
La personalità machiavellica è un costrutto psicologico per la manipolazione altrui a propri fini. Questa personalità ha tre aspetti:

1. si utilizzano strategie di manipolazione e strumentalizzazione degli altri (inganno, raggiro ecc.)
2. percezione cinica degli altri come inaffidabili e deboli
3. indifferenza verso le regole convenzionali della moralità

I soggetti di questo tipo sono abili mentitori e sono in grado di incrementare il contatto oculare e appaiono sinceri e affidabili e non hanno paura di “perdere la faccia”.

sarà facile pianificare la menzogna?



La comunicazione è un flusso continuo di azioni reciproche dalle quali sono prodotte le qualità emergenti della relazione. La menzogna riflette i pensieri e le azioni degli interlocutori in base alla gestione locale che richiede una forte aderenza contestuale.
Le menzogne a basso contenuto non sono pianificate con anticipo e sono il prodotto della scelta di un percorso che porta all’ottimo locale, mentre quelle ad alto contenuto necessitano di pianificazione ed il mentitore deve produrre un messaggio coerente con il contesto e con le competenze del destinatario mentre deve apparire al tempo stesso sincero e credibile. Egli può fallire per iper controllo o mancanza i controllo.
Per mentitori ingenui si intendono coloro che producono indizi di smascheramento, mentre i mentitori abili sono coloro che utilizzano i sistemi linguistici e quelli non verbali come nei messaggi veritieri.